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Dopo i “BRIC” arrivano i “CIVETS”

C’è un nuovo blocco di Paesi emergenti che nel prossimo decennio potrebbero generare livelli di crescita paragonabili a quelli di Brasile, Russia, India e Cina, aprendo uno scenario di nuove sfide e opportunità. Sono i Civets: Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sud Africa.

Analogamente ai Bric il gruppo dei Civets (termine coniato da Goldman Sachs che già nel 2001 creò l’acronimo Bric) è formato da Paesi divergenti per cultura e collocazione geografica ma che hanno importanti punti in comune. In primis delle popolazioni ampie, giovani e in crescita. In termini relativi presentano una relativa stabilità economica e politica, assenza di squilibri commerciali, un’inflazione sotto controllo, un basso rapporto debito/Pil [l’unica eccezione sembra rappresentata dall’Egitto in cui pesa un’inflazione sopra il 10% ed un rapporto debito/Pil intorno all’80%].

Michael Geoghegan, amministratore delegato di Hsbc, l’Hong Kong and Shanghai Bank, ha dichiarato che “... stiamo entrando in una nuova fase per l’economia globale e le economie emergenti cresceranno ad un ritmo tre volte superiore ai mercati occidentali …” e “… Le aziende che vogliono davvero sfruttare questa scia devono dotarsi di una piattaforma globale”. Basti pensare che le principali rotte commerciali sono destinate a cambiare nel breve periodo. Negli ultimi cinque anni le esportazioni dei Paesi emergenti hanno raggiunto il massimo, e in molti casi non riguardano l’Occidente. Ad esempio solo un terzo delle esportazioni indiane finisce in Europa o in Usa. “Nel prossimo decennio, l’abilità di supportare queste nuove rotte del commercio mondiale sarà vitale per le aziende di servizi” sostiene Geoghegan, convinto che nei prossimi tre anni il peso economico dei mercati emergenti diverrà superiore ai quello dei mercati occidentali a parità di potere d’acquisto.

Secondo uno studio dell’Economist Intelligence Unit (Eiu) nei prossimi vent’anni le economie dei Civets avranno un tasso medio di crescita del 4,5%, appena al di sotto del 4,9% stimato per i Bric e ben più elevato dell’1,8% previsto per i Paesi del G7.

Con tali stime di crescita per i prossimi anni decisamente alte, i CIVETS si candidano senza dubbio come futuro nuovo propulsore per l’economia internazionale.